Quanto costa attivare la fornitura elettrica in Italia?
martedì 03 giu 2025

Attivare la fornitura elettrica in Italia può sembrare una formalità, ma ci sono vari passaggi e costi da considerare. Che si tratti di un’abitazione nuova o di una casa rimasta disabitata per anni, è essenziale conoscere bene il processo per evitare contrattempi e assicurarsi che l’impianto sia conforme e sicuro.
Risparmiare e conoscere tutto ciò che riguarda l’energia è importante, ma lo è anche essere pronti per gli imprevisti: per questo ti invitiamo a confrontare le assicurazioni sanitarie.
Quanto costa installare la luce?
Il costo per attivare un nuovo contatore elettrico dipende dalla situazione dell’impianto. Se si tratta di una nuova costruzione o di un’abitazione mai allacciata prima, bisogna affrontare alcune spese fisse stabilite da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente):
- Quota potenza: circa 20 €/kW richiesto.
- Quota fissa: intorno ai 27 €.
- Quota variabile (lavori): dipende dalla complessità dell’intervento, ma può arrivare anche a 70-100 €.
Ad esempio, per una potenza di 3 kW (sufficiente per una casa media), il costo totale può aggirarsi tra i 150 e i 200 euro.
Se invece il contatore era già presente ma disattivato da oltre due anni, potrebbero essere richiesti nuovamente i costi di allaccio. In casi di cambio inquilino o acquisto di seconda mano, spesso è sufficiente un subentro o voltura, operazione gratuita o con costi minimi, purché tutta la documentazione sia in regola.
È inoltre necessario fornire il Dichiarazione di Conformità dell’impianto elettrico, rilasciata da un tecnico abilitato. Questo certificato costa tra i 60 e i 150 euro, a seconda della regione e della complessità dell’impianto.
Qual è la tariffa elettrica più cara in Italia?
In Italia, il prezzo dell’energia elettrica varia in base a:
- la compagnia fornitrice (Enel Energia, Edison, A2A, Iren, ecc.),
- la potenza contrattuale,
- il tipo di tariffa scelta (fissa o variabile, con o senza fasce orarie).
Le tariffe monorarie a prezzo fisso tendono a essere tra le più care, soprattutto se si utilizzano molti elettrodomestici durante il giorno (fascia F1, più costosa).
Le tariffe biorarie invece possono risultare più convenienti se si concentra il consumo nelle ore serali e nei fine settimana (fasce F2-F3). Tuttavia, se non si riesce a ottimizzare il consumo, si rischia di pagare di più rispetto a una tariffa unica.
Nel mercato libero, alcune offerte possono superare anche i 0,25 €/kWh, perciò confrontare le tariffe è essenziale per scegliere quella più adatta al proprio stile di vita e alle proprie abitudini energetiche.
Conclusione
Attivare l’energia elettrica in una casa in Italia è un’operazione piuttosto semplice, purché si conoscano i passaggi giusti e i relativi costi. Sapere in anticipo cosa serve e quali opzioni di tariffa esistono permette di fare scelte più intelligenti e risparmiare nel lungo periodo.
E ricorda: gestire bene la bolletta è importante, ma lo è anche proteggersi dagli imprevisti. Per questo, ti invitiamo a confrontare diverse assicurazioni sanitarie e vivere con più tranquillità.