Cartolarizzazione: come funziona la trasformazione dei crediti in titoli negoziabili

martedì 15 lug 2025

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La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che consente di trasformare crediti, come mutui o prestiti, in titoli negoziabili sul mercato. Utilizzata in Italia soprattutto dagli istituti bancari e dalle società finanziarie, questa operazione consente di ottenere liquidità immediata e di trasferire parte del rischio a investitori terzi.

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Cos’è la cartolarizzazione

La cartolarizzazione è il processo attraverso cui un soggetto (generalmente una banca o un ente finanziario) cede un insieme di crediti, come mutui, prestiti personali o finanziamenti aziendali, a una società veicolo (SPV – Special Purpose Vehicle). Quest’ultima emette titoli obbligazionari garantiti dai flussi di cassa generati da quei crediti.

Questi titoli, chiamati ABS (Asset-Backed Securities), vengono poi venduti a investitori sul mercato, permettendo alla banca cedente di:

  • liberare capitale;
  • migliorare i propri indici patrimoniali;
  • ridurre il rischio di credito;
  • ottenere nuova liquidità da reinvestire.

Come funziona il processo di cartolarizzazione

Il meccanismo di cartolarizzazione segue fasi ben definite:

  1. Individuazione del portafoglio di crediti da cartolarizzare (es. mutui residenziali, prestiti auto, crediti commerciali);
  2. Cessione dei crediti a una società veicolo appositamente costituita;
  3. Emissione dei titoli da parte della SPV, suddivisi in tranche con livelli di rischio differenti (senior, mezzanine, junior);
  4. Vendita dei titoli agli investitori istituzionali o professionali;
  5. Gestione del flusso di incasso, che serve a rimborsare i titoli emessi e a pagare gli interessi.

Il rischio viene in parte trasferito agli acquirenti dei titoli, che assumono il rischio di insolvenza dei debitori originari.

I vantaggi della cartolarizzazione

Questa tecnica offre benefici sia per i cedenti che per gli investitori:

Per la banca o società finanziaria:

  • Ottimizzazione del bilancio;
  • Miglioramento della posizione patrimoniale (soprattutto sotto Basilea III);
  • Riduzione dei rischi legati ai crediti deteriorati (NPL – Non Performing Loans);
  • Possibilità di rifinanziare l’attività creditizia.

Per gli investitori:

  • Accesso a prodotti con rendimento stabile e rischio calibrato;
  • Diversificazione del portafoglio tramite esposizione a crediti sottostanti;
  • Partecipazione indiretta a operazioni solitamente non accessibili.

Normativa italiana ed europea sulla cartolarizzazione

In Italia, la cartolarizzazione è disciplinata dalla Legge 130 del 1999, che definisce il quadro legale per l’emissione dei titoli e la costituzione delle SPV. A livello europeo, il Regolamento UE 2017/2402 (in vigore dal 2019) ha introdotto regole uniformi per garantire:

  • maggiore trasparenza;
  • standard comuni per le operazioni semplici, trasparenti e standardizzate (STS);
  • tutela degli investitori istituzionali.

Dal 2022 è stato esteso anche alle cartolarizzazioni sintetiche, che consentono il trasferimento del rischio senza cessione effettiva dei crediti.

Rischi e criticità

Nonostante i vantaggi, la cartolarizzazione non è priva di rischi:

  • Rischio di credito: legato al mancato pagamento da parte dei debitori;
  • Rischio di mercato: variazione nel valore dei titoli sul secondario;
  • Rischio sistemico: se usata in modo eccessivo o opaco, può amplificare crisi finanziarie (come nel 2008).

Per questo motivo, le autorità di vigilanza monitorano attentamente queste operazioni e ne regolamentano i requisiti di capitale.

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Nel 2025 la cartolarizzazione continua a rappresentare uno strumento chiave per la gestione dei crediti in Italia. È usata sia per rafforzare i bilanci delle banche, sia per offrire nuove opportunità agli investitori istituzionali. Grazie alla digitalizzazione e all’evoluzione normativa, il processo è oggi più trasparente, regolato e accessibile.

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