Glossario essenziale di ammortamento e termini finanziari
martedì 15 lug 2025

Quando si richiede un prestito o si stipula un mutuo, ci si imbatte spesso in termini tecnici che possono generare dubbi e incomprensioni. Conoscere il significato di parole chiave come ammortamento, TAN, TAEG o interessi composti è fondamentale per prendere decisioni consapevoli.
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Cos’è l’ammortamento
L’ammortamento è il processo attraverso cui il debito viene gradualmente estinto tramite il pagamento periodico di rate. Ogni rata è composta da una quota capitale e da una quota interessi. Con il passare del tempo, la quota capitale aumenta mentre quella interessi diminuisce.
In Italia, il piano di ammortamento più comune è quello alla francese, con rate costanti e interessi calcolati sul capitale residuo. Esistono anche altri piani, come quello all’italiana, dove la quota capitale è fissa e gli interessi decrescono progressivamente.
Differenza tra TAN e TAEG
Due sigle ricorrenti nei contratti di prestito sono TAN e TAEG.
- TAN (Tasso Annuo Nominale): indica il tasso di interesse puro applicato al capitale finanziato, senza tenere conto delle spese accessorie.
- TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): rappresenta il costo totale del finanziamento, comprensivo di spese di istruttoria, perizia, assicurazioni obbligatorie e altri costi accessori.
Il TAEG è sempre più alto del TAN e fornisce un’indicazione più completa del costo effettivo del finanziamento.
Cosa sono gli interessi composti
Gli interessi composti si applicano quando gli interessi maturati vengono reinvestiti, generando a loro volta nuovi interessi. È un meccanismo tipico degli investimenti a lungo termine, ma può comparire anche nei piani di rimborso quando gli interessi vengono calcolati sul capitale residuo maggiorato di interessi non pagati.
Nel contesto dei finanziamenti personali, in genere si applicano interessi semplici, ma nel caso di ritardi o insolvenze possono attivarsi meccanismi di capitalizzazione, facendo crescere il debito più velocemente.
Capitale residuo: cos’è e perché è importante
Il capitale residuo rappresenta l’importo del finanziamento ancora da restituire in un dato momento. Dopo ogni pagamento mensile, il capitale residuo diminuisce, determinando la quota di interessi che si pagherà nelle rate successive.
Conoscere il capitale residuo è utile per:
- Verificare l’andamento dell’ammortamento;
- Calcolare eventuali penali di estinzione anticipata;
- Valutare la convenienza di una surroga o di una rinegoziazione del mutuo.
Rata costante o variabile: quale scegliere?
Quando si stipula un finanziamento, si può optare per una rata a tasso fisso o variabile.
- Rata a tasso fisso: garantisce rate sempre uguali per tutta la durata del finanziamento, proteggendo da eventuali aumenti dei tassi.
- Rata a tasso variabile: può diminuire o aumentare nel tempo in base all’andamento dei tassi di mercato, come l’Euribor.
La scelta dipende dal proprio profilo di rischio: chi preferisce stabilità sceglie il fisso, chi accetta oscillazioni per provare a risparmiare opta per il variabile.
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Capire il significato di questi termini aiuta a leggere correttamente un preventivo e a scegliere il prodotto finanziario più adatto alle proprie esigenze. Un glossario finanziario chiaro permette di evitare spiacevoli sorprese nei costi e nei tempi di rimborso.
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