Le assicurazioni contro i disastri naturali mettono alla prova il tessuto imprenditoriale italiano nel 2025

mercoledì 04 giu 2025

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A partire da aprile 2025, le imprese italiane saranno obbligate a stipulare una polizza assicurativa contro i disastri naturali. Si tratta di una svolta importante, pensata per ridurre la dipendenza dallo Stato in caso di eventi catastrofici sempre più frequenti. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni per i costi e per le modalità di attuazione di questa misura, soprattutto tra le piccole e medie imprese, cuore pulsante dell’economia del Paese.

Con un territorio in gran parte esposto a rischi idrogeologici e costieri, è fondamentale che le imprese si tutelino adeguatamente. Essere protetti oggi significa evitare danni ancora più grandi domani. Per trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, è possibile confrontare le offerte sul sito questo comparatore.

Un obbligo che cambia la strategia delle PMI

Per anni, molte piccole e medie imprese italiane hanno preferito affidarsi ai ristori statali per fronteggiare le calamità naturali. Ma l’aumento dell’intensità e della frequenza di questi eventi ha reso evidente la necessità di un cambio di paradigma. La regione Emilia-Romagna ne è un esempio concreto: solo dal maggio 2023, ha subito ben quattro alluvioni, con danni stimati di oltre 8,5 miliardi di euro per la sola prima ondata.

Con un debito pubblico tra i più alti dell’area euro, l’Italia non può più sostenere economicamente questi interventi emergenziali. Per questo motivo, si punta ora a un modello assicurativo obbligatorio che copra beni come immobili, macchinari e terreni aziendali.

Solo il 5% delle aziende era assicurato: un mercato da costruire

Secondo i dati forniti dall’associazione di categoria ANIA, nel 2023 il valore dei beni coperti da assicurazioni contro disastri naturali ha raggiunto livelli record, superando i 6 miliardi di euro. Tuttavia, solo il 5% delle imprese italiane disponeva di una copertura adeguata.

L’istituto IVASS sottolinea che ogni anno lo Stato italiano spende tra i 4 e i 5 miliardi di euro per rimborsi post-catastrofe, pari allo 0,25% del PIL. Ridurre questa spesa pubblica e destinare i fondi risparmiati a piani di prevenzione e miglioramento delle infrastrutture è l’obiettivo indicato da esperti come il professor Andrea Bellucci dell’Università di Perugia.

Preoccupazioni tra le imprese: “Non sia una misura standardizzata”

L’introduzione della legge è stata accolta in maniera generalmente positiva, ma non mancano critiche e perplessità. Diverse associazioni, come l’API (Associazione delle Piccole e Medie Imprese), chiedono che le polizze vengano calibrate sul profilo di rischio specifico delle aziende, evitando soluzioni standardizzate che favoriscano solo le compagnie assicurative.

“È importante che la normativa sia trasparente e che venga creato un portale unico per confrontare le offerte, al fine di garantire equità e accessibilità”, ha dichiarato Bruno Panieri, direttore della politica economica di Confartigianato.

Il ruolo dello Stato e il vantaggio per le grandi compagnie

Una delle novità della legge è la possibilità per le compagnie di assicurazione di accedere a garanzie statali grazie alla collaborazione con SACE, gruppo pubblico che opererà come riassicuratore. Questa struttura permetterà alle imprese assicurative di gestire il rischio in maniera più sostenibile.

Secondo Stefano Frazzoni, partner senior della società di consulenza Prometeia, le compagnie di maggiori dimensioni saranno avvantaggiate, potendo distribuire il rischio su un numero più ampio di clienti e aree geografiche. Attualmente, cinque gruppi assicurativi coprono circa il 70% del mercato dei disastri naturali in Italia.

Sfide future: adesione, sanzioni e sensibilizzazione

Un punto critico riguarda l’effettiva applicazione della norma. Secondo diversi analisti, la legge presenta lacune sul fronte delle sanzioni per chi non si adegua, e ciò potrebbe disincentivare l’adesione, con il rischio di aumentare i premi per tutti.

Eppure, imprenditori come Nicolo Bertone, titolare di una falegnameria in Liguria colpita da un’alluvione che gli è costata 80.000 euro, sono convinti del valore della misura. “Essere assicurati ti dà la forza per ricominciare, anche dopo una tragedia”, ha raccontato.

Allo stesso modo, Mauro Di Nunzio, imprenditore nel settore della frutta secca in Puglia, ha accolto con favore l’obbligo: “Meglio pagare una polizza che attendere rimborsi statali lenti e spesso insufficienti”.

Conclusioni: una protezione necessaria per il futuro

La nuova normativa rappresenta una svolta epocale per il sistema imprenditoriale italiano, che si troverà a gestire in autonomia i rischi di un territorio vulnerabile. Se ben implementata, la legge potrà favorire un’economia più resiliente e meno dipendente dalle casse pubbliche.

Essere pronti significa anche scegliere con consapevolezza. È il momento di informarsi, valutare i rischi e confrontare le soluzioni assicurative disponibili. Scopri quale protezione fa per te su questo comparatore. La prevenzione è la migliore strategia.